Analizziamo la battaglia contro il malware

Con l’avvento dei personal computer negli anni ’80, gli utilizzatori progressivamente chiesero lo sviluppo di software di sicurezza per rimuovere virus, trojan, spyware e altri software dannosi dai loro sistemi.

Per un paio di decenni gli antivirus sono stati una necessità, soprattutto per le piattaforme che hanno subito un grande attacco di malware rispetto ad altri (in particolare Windows e il Mac OS Classic, rispetto ad OS X). Oggi il malware è ancora un problema costante e grave, tuttavia, sembra che questo approccio classico che tenta di arginare il flusso di malware sia uno sforzo che è progressivamente fallito.

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Recentemente Brian Dye, vice presidente senior per la sicurezza delle informazioni a Symantec, ha dichiarato al Wall Street Journal che l’antivirus classico “è morto”, suggerendo che il classico approccio per identificare le varianti di malware potrebbe essere una battaglia persa.La quantità di malware che le società di sicurezza stanno vedendo uscire ogni anno è in aumento esponenziale, e non è facile tenere il passo con l’identificazione e la creazione di definizioni efficaci contro tutte le minacce. Ad esempio, ricordiamo la difficile battaglia  per gli sforzi di protezione contro il malware Flashback, dove le nuove varianti rilasciate dagli hacker aggiravano le nuove definizioni a pochi giorni di distanza dal rilascio degli aggiornamenti.

Inoltre, gli hacker stanno escogitando nuovi sistemi che non si comportano come i malware classici, capitalizzando gli errori del settore, come nel caso del recente Snafu Heartbleed OpenSSL.Questo significa che il mondo della sicurezza informatica sta cambiando al punto in cui è difficile contare su una suite di sicurezza per mantenere il sistema al sicuro. Se viene trovata una vulnerabilità, le varianti di malware che la sfruttano spesso si diffondono più velocemente di una correzione che può essere rilasciata dallo sviluppatore.

Gli strumenti di sicurezza sono solo opzioni per aiutarvi a scoprire e prevenire che il malware venga installato, e non possono sempre riuscire nel loro compito al 100%.
Se guardate l’approccio di Apple in materia, l’azienda ha istituito il rilevamento del malware attivo, invece di concentrare gli sforzi sul proprio sistema di rilevamento XProtect, Apple ha favorito il contenimento, non del malware stesso, ma delle possibilità di sfruttare l’accesso ai dati degli utenti.È necessario che ogni programma che Apple ospita sul suo App Store debba essere firmato digitalmente in modo che solo loro possano essere eseguiti quando sono attivate ​misure di sicurezza come Gatekeeper.
Per i dati personali, Apple sta concentrandoi suoi sforzi sulla crittografia e l’uso di password, offrendo facilità di generazione delle password di alta qualità per l’autenticazione ai siti Web e la loro gestione da parte dell’utente.
Utilizzando queste opzioni che Apple fornisce con il Mac, si può stare abbastanza sicuri, abbinando naturalmente un antivirus. Per ora, gli sforzi come questi propendono per bloccare il malware dall’interno, invece di sradicarlo.  L’utilizzo di strumenti anti-malware contribuirà a questo sforzo, ma non può essere invocato come unica fonte per la sicurezza del computer, che parte prima dalla consapevolezza del’utente.

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